La Nuova Orchestra Pedrollo al primo cd

DISCHI. L’ensemble diretto da Gabriele dal Santo ha dedicato al compositore di Montebello la sua prima registrazione.

Il primo cd della Nuova Orchestra Pedrollo diretta da Gabriele dal Santo è dedicato non a caso ad Arrigo Pedrollo. Del compositore originario di Montebello vengono proposti il concertino per oboe e archi (solista Remo Peronato), il suo lavoro strumentale più noto, l’Elegia, il Vespero e la Berceuse, Preghiera, Canzone del Don, l’intermezzo dall’opera Maria di Magdala Florindo e Colombina, e un gruppo di brani leggeri che spaziano dal Canto eroico, al Tango al Valzer Fior di Passione, al  Notturno, alla Canzonetta e all’Asturiana.  Tranne il Concertino, tutti gli altri titoli sono qui incisi per la prima volta. Se il lavoro per oboe è stato scritto negli anni ’50, le altre opere risalgono invece agli anni ’20 e ’30 del Novecento.  Alcune erano pubblicate, altre sono state ritrovate dall’Associazione Pedrollo. Intermezzo  Canzone del Don  sono stati arrangiati da Giovanni Guglielmo, Preghiera da Gabriele Dal Santo. Nicola Possente ha adattato per archi Berceuse.

I brani di light music prevedono oltre agli archi anche il pianoforte, a cui provvede con competenza Dal Santo. Si ricostituisce un organico da orchestra salon che tradisce la destinazione delle opere. Se i brani leggeri e danzanti appaiono per lo più datati, mantengono il loro valore la romantica Elegia  che apre il cd, originariamente per quintetto, un canto malinconico che si snoda sull’ondeggiare degli archi. La Canzone del Don  che potrebbe essere un tema da film, e soprattutto il Concertino in cui meglio si riconosce il neoclassicismo di Pedrollo. Notevolissimo l’adagio del lavoro per oboe solista, una ispirata Canzone medievale  dal passo nobile di gusto arcaizzante. Di alto valore la lettura della NOP: fraseggio tornito con cura, dinamiche ben ombreggiate. E anche nei brani più disimpegnati non viene meno il buon gusto. Un CD che rende omaggio a Pedrollo ma rivela anche, a quanti non la conoscessero un ensemble di archi di cui Vicenza può andare fiera. Lo stile e la qualità dell’esecuzione sono gestiti tecnicamente e stilisticamente dal direttore, affermato pianista di decennale esperienza nel capo concertistico e apprezzato direttore dell’Orchestra di Padova e del Veneto e dei Poeriggi Musicali di Milano.

Filippo Lovato per il GIORNALE DI VICENZA

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